NOMADI 50 (2013)
CD8 - Da Augusto a Cristiano
Titolo:
Nomadi 50 - CD8: Da Augusto a Cristiano
Anno: 2013
Casa discografica: NOMADI
Tipo: Raccolta/Live/Versioni Alternative
Valutazione personale (da
1 a 5):
I Nomadi:
Augusto Daolio - Voce
Cristiano Turato - Voce
Beppe Carletti
- Tastiere
Cico Falzone - Chitarre
Daniele Campani - Batteria
Massimo Vecchi -
Basso e Voce
Sergio Reggioli - Violino, Percussioni
e Voce
Christopher Patrick Dennis - Chitarre e Violino
Gian Paolo Lancellotti - Batteria
Dante Pergreffi - Basso
Le canzoni:
-
Aiutala
(Augusto)
-
Apparenze
(Cristiano)
-
Lontano
(Augusto)
-
Terzo tempo
(Cristiano)
-
Babilonia
(Augusto)
-
Un altro cielo
(Cristiano)
-
La deriva
(Augusto)
-
Tarassaco
(Cristiano)
-
Bianchi e neri
(Augusto)
-
Fuori
(Massimo)
Recensione:
L'ottavo CD dell'Opera "Nomadi 50" è la sintesi del salto dai Nomadi di Augusto ai Nomadi attuali. Un CD che per il vero fan dei Nomdi è interessante a metà. Vediamo perché:
Si comincia con
“Aiutala”
cantata da Augusto, che sembra praticamente uguale all’originale ma che, a un
orecchio attento ha due differenze, una lieve, l’altra più evidente:
l’arrangiamento presente nella versione di “Nomadi 50” è più pulito e si sentono
meglio tutti gli altri strumenti; altra differenza, piccola ma evidente, è che
intorno al minuto 2.20 assistiamo a un piccolo cambiamento nel testo:
nella versione originale troviamo infatti “Aiutala a uscire tra la gente”,
mentre in quella contenuta in questo CD sentiamo Augusto cantare “Portala a
uscire fra la gente”. Differente anche la chiusura: se nell’originale la
musica sfuma, nella versione di “Nomadi 50” si conclude in maniera netta.
Differenze leggere, quindi, per il primo brano di Augusto che apre il disco, e
che continua con la voce di Cristiano con
“Apparenze”,
nella versione, ovviamente, contenuta in “Terzo Tempo”.
Torna Augusto con qualcosa di... nuovo! Non una canzone inedita,
purtroppo, ma una versione “nuova” nell’arrangiamento della bellissima
“Lontano”.
Versione molto più veloce rispetto all’originale, con un intro di chitarra
elettrica spiazzante e davvero bello, sul tema musicale principale, le tastiere
di Beppe. L’interpretazione di Augusto e il testo sono quelli dell’originale. Il
finale “taglia” la più lunga coda della versione di “Ci penserà poi il
Computer”, rendendo il pezzo più leggero.
La canzone successiva è una del nuovo corso,
“Terzo Tempo”
cantata da Cristiano. Poco da dire,
ovviamente, sulle canzoni dell’ultimo disco di inediti, visto che le versioni
sono le stesse, e l’alternanza interessa davvero soltanto un ascoltatore che non
segue i Nomadi come me.
È per gente che segue i Nomadi come me, invece, la canzone successiva.
“Babilonia” viene finalmente proposta
su disco nella versione “estesa” che circolava già da qualche tempo su
Youtube. In questa versione estesa, è bellissimo sentire nuove strofe e
dunque nuove parole cantate da Augusto. È bellissimo quando ascoltando
questa canzone ci si aspetta di sentire la seconda strofa iniziare con “Navi
sullo stretto, donne a faccia in su”... e invece ecco la voce di Augusto
cantare “Voci senza suoni, lingue senza età”... fantastico! Confesso che
la prima volta che ho ascoltato questa strofa inedita ho avuto i brividi.
Ovviamente la strofa è lunga, e non si ferma a “lingue senza età”, ma continua,
fino al ritornello. Poi arriva il “Navi sullo stretto”... e la canzone torna sui
binari dell’originale, anche se l’arrangiamento è leggermente diverso,
soprattutto per quanto riguarda la parte della batteria, con aggiunte di bei
giri di chitarra assenti nell’originale. Differenze anche nel finale, dove il
“Brucerà” di Augusto è più reiterato in questa nuova versione che, rispetto
all’originale, termina senza musica sfumata. Bellissima versione!
Torna Cristiano con la bella “Un
altro cielo”.
Ed è così che va in questo ottavo disco di “Nomadi 50”: si alternano cose ben
conosciute e cose straconosciute ma con quel qualcosa in più che le rende in un
certo modo nuove, anche se “La
Deriva” è presentata in questo disco
in una versione quasi identica all’originale, con un suono sicuramente più
pulito (che rende le tastiere di Beppe “diverse”) e una coda strumentale più
corta.
Ancora ancora Cristiano con l’intensa
“Tarassaco”,
prima di una “Bianchi e Neri”
cantata da Augusto, praticamente uguale
all’originale del 1985. Uguale all’originale come, ovviamente, la canzone che
chiude il disco, “Fuori”,
interpretata da Massimo.
Insomma, credo che questo sia il CD meno interessante della collana. Per un fan
dei Nomadi, a parte “Babilonia” e gli arrangiamenti in parte diversi di
“Lontano” e “Aiutala”, tutto già sentito. È proprio “Babilonia”, a mio parere, a
salvare il disco, e forse la sua naturale collocazione sarebbe stata nel
CD precedente.
Peccato non aver sentito almeno altre due versioni sicuramente diverse e
sicuramente incise, perché questo evento e questa grande opera sarebbero potuti
diventare un’ottima scusa per proporle finalmente a tutti gli amanti dei Nomadi
e di Augusto. Sto parlando della versione estesa di
“Ad est, ad est” (“Sembrano fuoco
adesso i tuoi occhi...”) e “Dam
un bes”, la versione in italiano di
“Dammi un bacio” (in dialetto su “Solo Nomadi”). Già, peccato...
Questo CD, in definitiva, risulterà sicuramente più interessante a chi non segue
il gruppo assiduamente e, in una collana presentata a tutto il pubblico
italiano, l’operazione ci sta eccome.
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