dal sito ufficiale www.nomadi.it
Lettera di Danilo ai Fans
(sotto, il file PDF del fax)
24-08-2009
Il bailamme scatenato da alcune mie dichiarazioni sta diventando una querelle
tragicomica che rischia di sfociare nel ridicolo ...
Per ovviare a tutto questo vi invio queste righe dalle quali capirete quanto il
quadro della situazione sia estremamente cristallino.
So che qualcuno si e' sentito offeso e questo mi dispiace giacché non era
assolutamente mia intenzione scatenare il risentimento di nessuno.
Tutto ciò che e' stato scritto, qualora qualcuno non lo ritenesse chiaro, è da
imputare a me e a me soltanto, che forse non ho espresso i miei pensieri con
sufficiente precisione.
Un tempo qualcuno disse che se ripeti per cento volte una menzogna questa
finisce per diventare verità. E' un pericolo che corriamo ogni giorno e dobbiamo
imparare per il bene stesso della nostra massificate società a discriminare ciò
che e' giusto e vero da cosa non lo e'! Li HSIAO LONG (magari lo conoscete con
un altro nome ma a me piace usare il suo vero nome cinese... ) diceva sempre:
"CREDETE ALLA META' DI QUELLO CHE VEDETE ED A NULLA DI QUELLO CHE SENTITE" !!
Non ho mai dichiarato a persona e/o organi di informazione di stampa, radio,
televisione oppure a maghi, veggenti e cartomanti che io avrei lasciato i NOMADI
dopo il mio "infortunio"!
Questa notizia è più fantasiosa della possibilità della FUSIONE FREDDA nei
prossimi dieci anni!
Ma andiamo con ordine.
Quando i miei compagni mi annunciarono l'intenzione di ripartire senza di me,
annuncio che mi venne fatto con chiarezza e correttezza, mi dissero cosa ne
pensavo!
Dentro di me c'era una tempesta di emozioni ed un conflitto difficile da
placare!
Non potevo certo fare i salti di gioia; a chi piace stare in panchina quando gli
altri sgobbano? Fu però un momento che durò solo pochi minuti in quanto il mio
mai sopito essere molto cartesiano prese giustamente il sopravvento. Messa da
parte l'emotività (ero stato dimesso da poco dall'ospedale ed il mio morale non
era proprio quello di uno in procinto di partire per THAITI con la divina
ISABELLA ROSELLINI) capii che il mio ruolo era quello di sostenere i miei
compagni.
Non avevano certo bisogno in quel momento di uno che si mettesse a fare i
capricci e dissi che SI, appoggiavo pienamente la loro decisione!
Inutile dire che in realtà dentro di me mi sentivo malissimo. Sono sempre stato
in prima linea e non mi sono mai tirato indietro... anzi, le difficoltà mi hanno
sempre attratto e soprattutto, dopo quasi diciassette anni di Nomadi (mica sei
mesi) temprato! Ma dovevo pensare in modo PRAGMATICO! Si dice che i NOMADI siano
una famiglia, una grande famiglia allargata.
Va bene. Alzi la mano chi di voi all'interno della propria famiglia non ha MAI
avuto uno screzio, un confronto, un litigio.
E' proprio questo il punto.
All'interno di una famiglia il confronto deve essere costruttivo, anche feroce
se necessario ma tutto questo serve a fare in modo che la famiglia stessa sia
sempre più forte e cosciente. Tutti devono essere giudicati da pari, non da
superiori od inferiori.
Avere paura di esprimere le proprie opinioni e la propria umanità, trasforma la
famiglia in una dittatura.
E' per quello che i NOMADI spesso hanno pagato per ciò che hanno detto e forse
continuano a pagare ancora oggi!
Ma torniamo a Bomba.
I NOMADI non sono solo una famiglia ma anche un'azienda. Tutto questo mi sembra
chiaro e normale. Come tutte le aziende che lavorano in un ambiente difficile e
pieno di squali, come quello dello spettacolo, deve fare attenzione a come si
muove, deve cioè muoversi con dignità ed onestà, rispetto e coerenza e deve
altresì rispettare gli impegni lavorativi presi.
Come in tutte le aziende, anche nei NOMADI, ci sono UN CAPO, dei quadri e dei
dipendenti.
Tutti devono lavorare armonicamente per fare in modo che alla fine del mese la
busta paga arrivi alla propria famiglia. Tutti devono lavorare di converso per
fare in modo che la gente che paga il biglietto esca dal concerto più felice di
quando è entrata.
Questo fa del nostro lavoro, il lavoro più bello del mondo.
E ora tocca a me.
Ho l'onore di fare parte di una famiglia! Ho l'onere di fare altresì parte di
una azienda!
Devo fedeltà ad entrambi.
Ma non ho paura di dire ciò che sono o ciò che penso.
Ribadisco nuovamente che non ho MAI dichiarato di volere lasciare i NOMADI. Il
mio discorso e' molto più realista.
Semplicemente non posso più fare la vita che facevo prima.
Beh, se non altro ho smesso di fumar (grande vittoria) ed ho riscoperto il
piacere e le delizie della coltivazione degli ortaggi. Durante la mia sosta
forzata mi sono scoperto un ottimo cuoco (ma lo sospettavo) e sono diventato un
autentico esperto di galline. Ma non posso pretendere che un'intera azienda (ed
una famiglia) rispetti i ritmi con cui parlo alle carote e ai cavoli. Non e'
realistico. Non è giusto.
I Nomadi mi hanno dato tanto.
Io ho dato tanto ai NOMADI.
Il futuro è nelle mani di DIO.
Se i NOMADI riterranno che il mio impegno, nonostante alcune limitazioni, sarà
per loro sufficiente, sarà un onore continuare insieme un proficuo cammino. Se
riterranno che quest'uomo non può più reggere certi ritmi oppure accampa troppe
pretese...
... allora i miei compagni hanno tutto il diritto di proseguire anche senza di
me.
I NOMADI sono un enorme movimento di idee, forte e importante.
DANILO SACCO e' solo un cantante. Le esigenze dei molti, contano più delle
esigenze dei pochi, o di uno!
Grazie!
Danilo "KAKUEN" Sacco