NOMADI 50 (2013)

CD1 - Ma che film la vita

(Live Cesenatico Parte I)

Titolo: Nomadi 50 - CD1: Ma che film la vita (Live Cesenatico Parte I)

Anno: 2013

Casa discografica: NOMADI

Tipo: Live

Valutazione personale (da 1 a 5): 

 

I Nomadi:

Beppe Carletti - Tastiere
Cico Falzone
- Chitarre
Daniele Campani
- Batteria
Massimo Vecchi
- Basso e Voce
Sergio Reggioli
- Violino, Percussioni e Voce

Cristiano Turato - Voce

 

 

 

 

 

 

 

 

Le canzoni:

- Ma che film la vita
- Senza patria
- C’è un re
- Marinaio di vent’anni
- Sangue al cuore
- La collina
- Il fiore nero
- Noi
- Alba sul mare (Strumentale)
- Suoni (Strumentale)
- Io vagabondo

 

Recensione:

Il 1° CD (la prima parte del Live di Cesenatico) di questa meravigliosa Opera si apre con una canzone simbolo dei Nomadi, quella “Ma che film la vita” che ci riporta inevitabilmente alla mente la voce di Augusto, in quella che sembrò, all’epoca, una sorta di testamento scritto e cantato del grande e indimenticato Frontman Nomade. La canzone, interpretata da Cristiano Turato con la passione che il pezzo richiede, dà anche il titolo all’album, il primo dei 5 che vanno a formare il Live di Cesenatico all’interno di questa grande e unica collana. Si continua con un altro classico, molto amato dal Pubblico Nomade: “Senza Patria”. La voce di Cristiano si presta perfettamente anche a questo ormai immancabile e richiestissimo pezzo nel Live del gruppo. Arriva poi “C’è un Re”, ancora una volta cantata da Cristiano, e sembra di essere ripetitivi nell’affermare ancora che siamo di fronte a un'altra canzone ormai storica dei Nomadi; il fatto che sia anche questa, come le precedenti due (e la prossima!) una canzone del breve periodo dei Nomadi con Augusto e Dante subito dopo il periodo con Chris e Gian Paolo, con l’arrivo di Cico e Daniele, la dice lunga, lunghissima su cosa avrebbe potuto produrre quella fantastica formazione. Ma non è tempo per i rimpianti, laddove i Nomadi, fortunatamente, sono sopravvissuti alla grande a quelle terribili tragedie del 1992. Dicevo: altra canzone, la quarta, del periodo 1990-93, ovvero quella “Marinaio di vent’anni” cantata da Massimo, anche questa partorita dalla formazione 1990-92 ma purtroppo uscita postuma, nel 1993.
Cambiamo periodo con la quinta canzone in scaletta:
“Sangue al cuore” è un’altra canzone che dimostra quanto siano vivi i Nomadi; un pezzo del 2002, del post Augusto, diventato anch’esso un classico. Questa canzone è poi, per quanto mi riguarda, estremamente significativa anche per il post Danilo, visto che ha segnato l’esordio sul palco di Novellara di Cristiano Turato. Indimenticabile momento per chi, come me, ha avuto la fortuna di assistere all’evento, e che mi tranquillizzò all’istante, laddove ero molto preoccupato per la scelta non facile del sostituto di Danilo Sacco.
Arriviamo poi a una canzone molto più “anziana” delle precedenti, ma che ovviamente non lo dimostra:
“La Collina” di Guccini è uno dei pezzi che amo di più tra le esibizioni live dei Nomadi, e anche con Cristiano la canzone non perde assolutamente il suo fascino.
Si continua a restare nel passato dei Nomadi, quello del
“Fiore Nero” cantato da Massimo e dalla sua voce forte, graffiante, e quello di “Noi”, dove esiste solo “sound” riprodotto ottimamente da Cristiano.
Una bellissima e intensa interpretazione regalata dal violino di Sergio con
“Alba sul mare”, va a sfociare nell'eterna “Suoni”, dove le note del violino vengono supportate magicamente dal pianoforte di Beppe.
A chiudere questo primo bellissimo CD è la canzone simbolo dei Nomadi:
“Io vagabondo”, cantata da Cristiano e dal pubblico tutto.
 

 

Guido Pacitto

 

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