SEMPRE NOMADI (1981)
Titolo: Sempre Nomadi
Anno: 1981
Casa discografica: CGD
Tipo: Inedito / Live
Valutazione personale (da
1 a 5): ![]()
e 1/2
I Nomadi:
Augusto Daolio - Voce
Beppe Carletti - Tastiere
Umberto Maggi - Basso
Gian Paolo Lancellotti - Batteria
Christopher Patrick Dennis - Chitarre e violino
Le canzoni:
- I tre miti
(Ceccarelli - Dallari)
- Jenny
(Betti)
- Sera bolognese
(Ceccarelli - Dallari)
- Utopia
(Carletti - Pinori)
- La mia città
(Ceccarelli - Dallari)
- Amici miei (Prima parte)
(Cortesi)
- Ala bianca (Live)
(John - Taupin - Albertelli)
- Amici miei (Seconda parte)
(Cortesi)
- Il vecchio e il bambino (Live)
(Guccini)
- Amici miei (Terza parte)
(Cortesi)
- Non credevi (Live)
(Bettelli)
- Amici miei (Quarta parte)
(Cortesi)
Recensione: Ecco il disco che ha il nome del saluto tra fans e del grido di fine concerto... "Sempre
Nomadi". Chi dei fans non ha mai detto o gridato questa frase?
È con questo disco che si aprono gli anni '80 per i Nomadi, anni non certo
entusiasmanti per il gruppo emiliano, che si ritrova praticamente senza casa
discografica, ad auto-prodursi, con l'appoggio della CGD, che diventerà poi
ufficialmente la nuova casa discografica.
Le registrazioni dei dischi dei Nomadi in questi anni non saranno delle migliori.
Saranno, come detto, costretti ad auto-prodursi, e affronteranno i primi litigi tra i vari componenti,
che porteranno proprio ad una rottura alla fine del decennio.
Ma parliamo di "Sempre Nomadi": il disco ha una struttura atipica. Oltre a
contenere dei pezzi inediti, troviamo anche delle canzoni del passato in
versione live, intermezzate tra loro dall'inedita "Amici
miei", spezzata in quattro parti.
Cominciamo dagli inediti: "I tre miti" è una canzone sicuramente buona, che parla dei "tre miti" della gioventù di qualche tempo prima, cioè il sesso, il socialismo e il GT.
"Jenny" è una canzone molto "cupa" e particolare,
dalle poche parole e dalla bella ritmica, molto carina
e che rimarrà nel tempo, come dimostra la stupenda versione live inserita in "Orchestra"
del 2007. Si continua con "Sera bolognese" e
"Utopia", quest'ultima,
ironica e molto orecchiabile, diventata famosissima grazie alle molteplici volte presentata dal vivo.
"La mia città" è una dichiarazione di affetto alla propria città, appunto, mentre
"Amici miei", spezzata in quattro parti che vanno a dividere le tre canzoni live, è un ripercorrere gli anni addietro fino ad un malinconico ritornello conclusivo.
Le tre canzoni live sono "Ala
bianca", "Il vecchio e il bambino" e
"Non credevi", tutte e tre molto belle,
in particolare "Ala bianca". Peccato per la qualità della registrazione...
"Sempre Nomadi" è sicuramente un disco non eccezionale, penalizzato molto dalla
registrazione, ma comunque interessante.
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